Le strade dei motociclisti in Egitto
Dove si va davvero partendo dalla città, e cosa serve avere addosso su ciascuna di queste strade.
Guidare in Egitto vuol dire due cose molto diverse: il traffico della capitale e il vuoto che comincia appena lo lasci. Sono due mondi che chiedono attrezzatura diversa, e quasi tutti gli errori di acquisto nascono dal comprare pensando solo al primo.
In città, tutti i giorni
In città si procede a bassa velocità, si sta fermi molto e si scalda tutto: il motore, l'asfalto, chi guida. Qui conta la ventilazione più della protezione dal vento, e conta la visibilità: tra i furgoni un casco chiaro e una giacca con inserti riflettenti si vedono, uno nero no.
Conta anche la polvere. Interni del casco lavabili e visiera antigraffio non sono un lusso: la sabbia fine si deposita ovunque e i micro-graffi sulla visiera diventano un problema serio contro il sole basso della sera.
Verso Ain Sokhna, la fuga corta
È la gita classica del venerdì: poco più di un'ora di strada veloce per arrivare al Mar Rosso. Il tratto è dritto e scorrevole, il che significa velocità sostenute e vento costante. Qui una giacca da città traforata non basta più: serve qualcosa che regga il flusso d'aria senza gonfiarsi, e un casco che non diventi rumoroso a centoventi.
La strada del deserto verso Alessandria
Lunga, monotona, ventosa. Il nemico non è la curva ma la stanchezza: due ore nella stessa posizione con il vento laterale che spinge. Su questo tipo di percorso un casco leggero e ben bilanciato fa una differenza fisica reale sul collo, e l'intercom smette di essere un giocattolo.
D'inverno, all'alba, nel deserto fa freddo davvero: la stessa strada che a mezzogiorno chiede tessuto traforato all'alba chiede una fodera termica. Le giacche a tre strati esistono per questo.
Sinai e Mar Rosso, il viaggio lungo
Qui si entra nel territorio del vero viaggio: distanze importanti, rifornimenti radi, escursione termica ampia. Cambia la logica dell'attrezzatura — non più «quanto mi protegge» ma «quanto reggo a portarla addosso per otto ore». Stivali alti, guanti che non facciano sudare, e una giacca con tasche raggiungibili senza fermarsi.
- Controlla sempre le condizioni di percorribilità e gli eventuali permessi prima di partire verso il Sinai: le regole cambiano nel tempo e vanno verificate.
- Su tratte lunghe e isolate viaggiare in due mezzi è più sicuro che in uno.
- Acqua più di quanta pensi ti serva, sempre.
Cosa comprare per prima cosa
Se guidi solo in città: casco ben ventilato, guanti corti estivi, giacca in rete con protezioni. Se esci dalla città anche solo una volta al mese, la giacca diventa la spesa che cambia di più — perché è l'unica che deve funzionare a quaranta gradi fermi e a centoventi all'ora.