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MotoNova
Guida · 6 minuti

Come scegliere il casco giusto

Omologazione, calzata, peso e ventilazione. Cosa guardare davvero, e cosa conta poco.

Prima l'omologazione

In Europa lo standard in vigore è ECE 22.06, e ha sostituito il 22.05. La differenza non è formale: gli urti si provano a tre velocità invece di una, si misurano le forze rotazionali — quelle che torcono il collo e il cervello, non solo quelle che schiacciano — e visiera e accessori si testano montati sul casco anziché separati.

Un casco 22.05 resta legale e può essere ottimo, ma è giusto sapere che è stato provato con criteri più vecchi. Sui pezzi usati lo dichiariamo sempre: spesso è la ragione principale del prezzo.

Diffida di qualunque casco senza etichetta di omologazione cucita nel cinturino. Su ogni casco che vendiamo quell'etichetta la fotografiamo.

Poi la calzata, che conta più del marchio

Un casco costoso della misura sbagliata protegge meno di uno economico che calza bene. La prova è semplice: indossalo, allaccialo, poi prova a ruotarlo con le mani. La pelle della fronte deve muoversi con il casco. Se il casco gira e la testa resta ferma, è grande.

Poi scuoti la testa avanti e indietro con decisione. Il casco non deve muoversi per conto suo. E tienilo addosso almeno dieci minuti: i punti di pressione si sentono dopo, non subito, e un punto che preme diventa insopportabile dopo un'ora di strada.

Il numero delle calotte

È il dettaglio che quasi nessuno guarda e che cambia molto. I caschi buoni sono costruiti su due o tre gusci di dimensione diversa per coprire tutte le taglie; quelli economici su uno solo, e le misure piccole si ottengono aggiungendo imbottitura dentro un guscio grande.

Risultato: se hai una testa piccola, un casco a calotta unica ti mette in testa un oggetto più grande e più pesante del necessario, con più leva sul collo e più presa al vento laterale.

Il peso, e dove lo senti

Un integrale sportivo sta tra 1.200 e 1.500 grammi; un modulare arriva a 1.700 perché ha una cerniera e un meccanismo in più. Duecento grammi sembrano nulla in mano e si sentono tutti dopo due ore di autostrada.

MaterialePeso indicativoNote
Termoplastico1.500–1.700 gIl più economico, ottimo rapporto qualità-prezzo
Composito (fibre miste)1.350–1.500 gIl compromesso più diffuso
Carbonio1.200–1.400 gLeggero e costoso, non necessariamente più sicuro

La ventilazione, che in Egitto non è un dettaglio

A quaranta gradi nel traffico cittadino un casco chiuso diventa una serra. Cerca prese d'aria che si aprano e si chiudano davvero con i guanti, e almeno due estrattori dietro: senza estrattori l'aria entra e resta lì.

Conta anche l'interno smontabile e lavabile. Con la polvere mettilo in conto una volta al mese, non una volta a stagione.

Integrale, modulare o jet

  • Integrale: la protezione migliore sulla mentoniera, che è la zona di impatto più frequente dopo la fronte.
  • Modulare: comodo in città e in viaggio, pesa di più. Verifica che sia omologato P/J, cioè utilizzabile anche aperto.
  • Jet: fresco e pratico, lascia scoperto tutto il viso. Onesto dirlo, visto cosa vendiamo.

Quando va cambiato

Dopo ogni urto, anche se sembra intatto: la calotta lavora deformandosi una volta sola. E comunque dopo cinque anni dalla data di produzione, che trovi stampata sotto l'imbottitura — i materiali invecchiano anche fermi.

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